Teatro-romano-di-fiesole

Il Teatro romano di Fiesole, l'edificio e l'arte

teatro s. m. [dal lat. theatrum, e questo dal gr. ϑέατρον, der. del tema di ϑεάομαι «guardare, essere spettatore»; la parola greca indicava, oltre che l’edificio per le rappresentazioni drammatiche, anche quello per assemblee e per pronunciare orazioni]. – 1. a. Edificio o complesso architettonico costruito e attrezzato per rappresentazioni sceniche: il t. greco, romano (il t. di Taormina, di Fiesole), costruiti in pietra, all’aperto, e costituiti da tre parti fondamentali, l’orchestra, la scena e la cavea (per cui spesso si sfruttava un pendio naturale del terreno); [...] 2. a. Spettacolo, sia come singola rappresentazione teatrale [...]; sia come genere di rappresentazione [...].

Così si legge sul Vocabolario Italiano Treccani alla voce teatro. E da questa definizione, che esprime già tutte le tematiche principali, iniziamo a parlare del Teatro romano di Fiesole, noto a tal punto da essere citato nello stesso Vocabolario.
A rendere speciale il teatro romano di Fiesole è l'insieme di alcuni fattori, tra cui il rapporto con il paesaggio che lo circonda, la sua centralità rispetto alla città, la vicinanza con Firenze e, non ultime, le vicende relative alla sua scoperta e al suo recupero, indirizzate da subito a renderlo visitabile e pronto ad accogliere nuovamente gli spettatori delle rappresentazioni teatrali.

Fig.1 - Il Teatro romano di Fiesole nel 1878

I primi rinvenimenti dell'antica struttura avvennero nel 1809 ad opera del barone prussiano von Shellersheim, ma scavi sistematici per la messa in luce dell'edificio furono avviati soltanto nel 1870 e terminati tra il 1882 e il 1900 (Fig. 1). Erano gli anni delle scoperte archeologiche di Pompei e l'archeologia suscitava un interesse crescente. In questo clima, i rinvenimenti fiesolani non passarono inosservati e furono spese molte energie per ridare all'antico teatro un aspetto il più possibile integro.

Con i secoli, infatti, del teatro romano a Fiesole si era persa memoria. Costruito alla fine del I secolo a.C., quando Fiesole si trasformò da città etrusca in romana, fu utilizzato e restaurato fino al III secolo d.C., per poi cadere in rovina e diventare cava a cielo aperto per le costruzioni medievali della zona. Quello che gli archeologi rinvennero fu poco più di una parte della cavea (la gradinata destinata al pubblico), il cui stato di conservazione era però ancora abbastanza buono da permettere di ricostruire l'intero perimetro dell'antico edificio.

Fig. 2 - Veduta del teatro romano dalla caveaIl teatro romano di Fiesole si presenta oggi con un'ampia cavea semicircolare, ricavata in parte nella roccia della collina su cui si adagia (Fig. 2).
L'organizzazione della sua struttura ricalca perfettamente quella del modello romano, derivato dall'architettura greca (qui il video ricostruttivo del teatro).
In teatro si entrava tramite i vomitoria, i corridoi da cui si accedeva alla crypta, la galleria coperta in alto, che a sua volta sosteneva o un porticato o un altro ordine di posti, dei quali, però, non rimangono tracce. Strette scalette permettevano al pubblico di prendere posto più facilmente nei quattro settori delle gradinate. La parte inferiore del teatro ospita l'orchestra e, davanti, un muro con nicchia centrale (il pulpitum) delimitava frontalmente il palcoscenico (proscenium), dietro al quale si ergeva la scaena frons, di cui non rimangono strutture architettoniche ma solo la fondazione e alcune decorazioni marmoree, oggi conservate nel Museo Archeologico.

Tra i frammenti superstiti della decorazione, ce n'è uno particolarmente importante: la lastra in marmo con raffigurato il dio Dioniso, proveniente probabilmente dal fregio del pulpitum. Questa, molto probabilmente associata ad altre lastre frammentate con menadi e personaggi che portano un otre, apre uno spiraglio sul tipo di rappresentazioni teatrali e sul loro significato per gli antichi romani.
Fig. 3 - Lastra del fregio del teatro romano, Fiesole, Museo Archeologico
La presenza di Dioniso e di personaggi del suo seguito, inatti, non deve stupire. Dioniso era il dio protettore del teatro e degli spettacoli; a lui, nella greca Atene, erano dedicate le Dionisie, le celebrazioni che prevedevano, tra l'altro, spettacoli teatrali in suo onore.
Se in Grecia si mettevano in scena sia tragedie che commedie con lo scopo di rafforzare negli spettatori i valori morali, a Roma si preferiva rappresentare soprattutto commedie.
Gli spettacoli erano gratuiti e aperti a tutti: uomini, donne, liberi e schiavi. Erano le autorità politiche a pagare il costo dell'allestimento e le compagnie teatrali, poiché l'apprezzamento dello spettacolo da parte del pubblico si traduceva per loro in consenso politico.
Gli attori erano solitamente uomini e portavano maschere teatrali che permettevano loro di impersonare anche i ruoli femminili. Erano un'eccezione gli spettacoli di mimo, molto rappresentati soprattutto nei secoli finali dell'impero: qui non era obbligatorio l'uso delle maschere e si potevano esibire anche le attrici.

Fig. 4 - Veduta del teatro romano dalla scaena frons

Nonostante non ci fossero limitazioni di status sociale per l'accesso in teatro, all'interno si manteneva comunque una certa gerarchia sociale: schiavi e donne si fermavano nei settori più in alto, mentre le gradinate erano occupate da uomini liberi di estrazione sociale tanto più alta quanto più si scendeva verso l'orchestra. Le prime file erano infine destinate alle alte cariche e alle personalità più importanti della città.

La grande varietà di persone rendeva il pubblico alquanto rumoroso e chiassoso, così come fragorose dovevano essere le risate scaturite durante gli spettacoli.
Un'atmosfera molto diversa dalla silenziosa calma che si respira oggi sedendo nel teatro romano di Fiesole...

Irene Dei


Riferimenti bibliografici

Fuchs M., 1986, Il teatro romano di Fiesole, corpus delle sculture, Roma.
Sabelli R., a cura di, 2014, L'Area Archeologica di Fiesole. Conservazione della memoria e innovazioni per la fruizione, Firenze.

Credits fotografici

Fig. 1 - Veduta del teatro romano nel 1878, da Sabelli R., a cura di, 2014, L'Area Archeologica di Fiesole. Conservazione della memoria e innovazioni per la fruizione, Firenze, p. 57.
Fig. 2 - Veduta del teatro romano di Fiesole dalla cavea, foto dell'autrice.
Fig. 3 - Lastra del fregio del teatro romano, Fiesole, Museo Archeologico, foto dell'autrice.
Fig. 4 - Veduta del teatro romano di Fiesole, foto dell'autrice.