Fiesole-ai-tempi-di-Dante-piazza-mino

Fiesole ai tempi di Dante - Approfondimento

Per i 700 anni dalla morte di Dante (1265 - 1321), i Musei di Fiesole dedicano una sezione speciale di approfondimento alla “Fiesole ai tempi di Dante”.

Fiesole è citata diverse volte nella Divina Commedia in riferimento alla leggenda sulle origini mitico-storiche di Firenze (fig. 1), riportata anche dal cronista fiorentino Giovanni Villani. Alla città di Florentia vengono riconosciute origini romane, ma è da Fiesole che tutto avrebbe avuto inizio: da qui sarebbe infatti partito Dardano, fondatore di Troia e antenato di Enea, a sua volta progenitore della stirpe dei re di Roma. Durante la loro esistenza, le vicende storiche delle due città si sarebbero poi costantemente intrecciate, in un continuo avvicendarsi al potere dell’una – l’antica progenitrice, corrotta però dallo spregevole fatto di aver sostenuto Catilina – e dell’altra, la discendente della nobile stirpe romana. 

Fig. 1. Il teatro romano e la cattedrale di San Romolo a Fiesole con Firenze sullo sfondoEcco che Dante, attraverso le parole di Brunetto Latini che gli preannuncia l’esilio, definisce i Fiorentini come  “[…] quell'ingrato popolo maligno/che discese di Fiesole ab antico, e tiene ancor del monte e del macigno […]”(Inf. XV, 61-63) oppure come “bestie fiesolane” che contrappone a se stesso (la “pianta […]/in cui riviva la sementa santa/di que' Roman che vi rimaser […]”, Inf. XV, 73-78), erede di quei nobili Romani che fondarono Florentia

Ma che cosa avrebbe visto Dante da Firenze, sollevando lo sguardo “[…] a quel colle sotto’l qual tu nascesti […]”, per usare le parole che l’imperatore Giustiniano gli rivolge durante il loro incontro (Par. VI, 53-54)? Com’era ai suoi tempi quella città che, secondo la leggenda, era antenata ma anche eterna rivale di Firenze?

Fig. 2. Le mura etrusche oggi, tratto settentrionale in via delle mura etruscheDopo i fasti delle città etrusca e romana e dell’insediamento longobardo (tracce di queste fasi possono essere scoperte in un itinerario all’aperto tra le vie della città), Fiesole tra XIII e XIV secolo era ormai definitivamente sottomessa a Firenze e le testimonianze del suo antico splendore quasi del tutto cancellate. L’assedio subito da Firenze nel 1125, infatti, si era concluso con la totale distruzione della città, dalla quale si erano salvate solo la cattedrale di San Romolo e la sede del vescovo. Inoltre, gran parte degli abitanti era stata trasferita a Firenze e lo stesso vescovo, pochi anni più tardi, era stato costretto a risiedere nella chiesa fiorentina di Santa Maria in Campo.

Al tempo di Dante lo spazio urbano era ancora segnalato dalle antiche mura etrusche (fig. 2), nonostante i pesanti danneggiamenti da esse subiti nel 1125. Fig. 3. Piazza Mino e la cattedrale di San Romolo oggi, con il colle di San Francesco alle spalleL’assetto che era stato della città romana rimaneva nelle sue direttrici viarie principali (il cardine nord-sud e il decumano est-ovest, collegante la sommità dei due colli) e nella distribuzione degli spazi. Ad esempio, quello che era stato il foro  – probabilmente l’attuale piazza Mino – era rimasto il cuore della città, ma al posto del Capitolium, il maggiore dei templi cittadini dedicato a Giove, Giunone e Minerva, si ergeva dall’inizio dell’XI secolo la cattedrale di San Romolo (fig. 3) con annessa sede vescovile. Nei pressi della piazza si trovavano la chiesa di Santa Maria Primerana (ad est) e quella di Sant’Alessandro (ad ovest), esistenti rispettivamente dal X e dal VI secolo.

Fig. 4. Alessandro Pettirossi, Fesularum Civitas, 1688L’attuale Area archeologica – un tempo uno degli spazi pubblici più importanti della città romana – era divenuta proprietà della cattedrale ed era stata destinata a coltivo. Forse però il teatro e le terme erano ancora in parte visibili, anche se ridotti a ruderi. In molti altri spazi cittadini, comunque, il costruito aveva lasciato posto ad orti, pascoli, boschi e zone incolte (che caratterizzeranno l’aspetto della città fino alla fine del Seicento, come mostra il disegno di Alessandro Pettirossi, Fesularum Civitas, fig. 4).

Il colle di San Francesco – l’acropoli della città antica – fu rioccupato nel 1330 con una cappella e una piccola casa per accogliere una comunità di monache benedettine, mentre solo dalla fine del secolo si sarebbe iniziata la costruzione dell’attuale convento, con la sua chiesa e i chiostri.

Sull’altro colle fiesolano, quello di Sant’Apollinare, è ragionevole pensare che dovesse trovarsi il nucleo di abitazioni che avrebbe originato l’abitato di Borgunto, il borgo degli scalpellini della pietra serena estratta dalle numerose cave del territorio, tra cui quelle del Monte Ceceri. Già al tempo di Dante, infatti, sono documentate molte famiglie fiesolane specializzate proprio in questa attività e impiegate nei numerosi cantieri edilizi fiorentini dell’epoca.

Mentre Firenze, quindi, anche grazie alla vittoria sulla sua vicina rivale si stava avviando a divenire la splendida e florida città rinascimentale che tutti conosciamo, Fiesole – ben lontana dalla prosperità del periodo etrusco e romano – si era ripiegata su se stessa ed era stata sottomessa dalla prima.

Chissà se Dante, allora, avrebbe distolto il suo sguardo dal colle lunato, ricordando di quei tempi in cui si favoleggiava “[…] d’i Troiani, di Fiesole e di Roma” (Par. XV, 125).

 

Chiara Ferrari


Per approfondimenti

A. Aleardi et Alii, Fiesole. Alle origini della città. La costruzione della carta archeologica, Fiesole 1990
F.G. Romeo, Storia di Fiesole, Firenze 1988.
R. Sabelli (a cura di), L’area archeologica di Fiesole. Conservazione della memoria e innovazioni per la fruizione, Firenze 2014.
M. Scudieri – M. Sframeli, Le chiese di Fiesole e dintorni. Guida storico artistica, Firenze 1991.

Credits fotografici

Fig. 1. Il teatro romano e la cattedrale di San Romolo a Fiesole con Firenze sullo sfondo (© Comune di Fiesole, foto Artnine)
Fig. 2. Le mura etrusche oggi, tratto settentrionale in via delle mura etrusche (foto dell’autrice)
Fig. 3. Piazza Mino e la cattedrale di San Romolo oggi, con il colle di San Francesco alle spalle (© Comune di Fiesole)
Fig. 4. Alessandro Pettirossi, Fesularum Civitas, 1688 (© Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Firenze)