Il passato luminoso di Fiesole, già centro importante in epoca etrusca, emerge inaspettato da ogni suo vicolo, lasciando piacevolmente meravigliato il visitatore che vi si imbatte anche per caso. Evidenze archeologiche di straordinario interesse sono visibili a tutti e, soprattutto, nello stesso luogo in cui furono costruite più di duemila anni fa: le mura etrusche, che in parte circondano ancora la città, le tombe etrusche in Via del Bargellino e la preziosissima Fonte Sotterra sono soltanto alcune delle testimonianze più evidenti della ricchezza storico-archeologica del luogo.

Oltre un secolo di bellezza

Il Museo Archeologico, posto in una posizione di eccezionale importanza storico-archeologica e bellezza paesaggistica, conserva i resti materiali della lunga storia fiesolana, raccontando ai suoi visitatori le varie culture che si sono susseguite a Fiesole, da quella villanoviana agli Etruschi, dai Romani ai Longobardi, con attenzione anche al periodo del collezionismo antiquario, che ha convogliato proprio in questa città (tappa del grand tour) reperti importanti.

Lo scrigno dei tesori sacri di Fiesole

Sebbene Fiesole sia una piccola città, la sua diocesi, che copre un vasto territorio, vanta una lunga ed importante storia e la Cappella di san Jacopo ne è forse la testimonianza più visibile, con i suoi affreschi e le oreficerie liturgiche che vi sono raccolte. Essa, infatti, risalente all'XI secolo, è l'antico oratorio del Palazzo Vescovile e deve il suo nome al suo probabile fondatore, il vescovo-santo Jacopo il Bavaro (episcopo dal 1027 al 1039), famoso per il suo impegno nel risanamento della diocesi fiesolana, danneggiata nel suo patrimonio dai vescovi precedenti.

Da sempre, fulcro dell'identità fiesolana

Chi pensa a Fiesole pensa soprattutto al suo teatro romano ed alla sua affascinante posizione: proprio dietro la piazza principale, infatti, si apre anche al visitatore più distratto una porta sulla storia e sulla natura, un'area verde che, fin dall'epoca etrusco-romana, è stata per la popolazione un luogo di incontro e di aggregazione, grazie agli edifici pubblici che vi erano riuniti.

L'Area archeologica, delimitata a nord dalle mura etrusche, conserva le tracce della storia fiesolana: sul Tempio etrusco di IV secolo a.C. i Romani, dopo aver conquistato la città nel I secolo a.C., costruirono un altro tempio ed arricchirono l'area con il Teatro e le Terme. Presso la zona sacra del tempio, una Necropoli longobarda testimonia il successivo utilizzo dell'area.

"Per decoro, istruzione e beneficenza del popolo di Fiesole"

Il piccolo, ma affascinante, Museo Bandini deve il suo nome al canonico Angiolo Maria Bandini (Fiesole, 1726 - 1803), grande erudito e, dal 1756, bibliotecario della Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze di cui compilò il monumentale catalogo. In contatto con alcune delle più importanti personalità del periodo