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    Storia dei Musei

    La prima sede del Museo Civico Locandina inaugurazione museo La collezione Bandini a Sant'Ansano

     

     

    Il Museo Civico Archeologico
     
    Fu inaugurato nel 1914 all’interno dell’Area Archeologica, nei pressi del teatro romano, su progetto dell’Architetto Cerpi e del Soprintendente alle Antichità d’Etruria Luigi Adriano Milani. Nel nuovo edificio, che si presentava con forme classicheggianti e numerosi richiami al mondo antico, furono trasferiti tutti quei reperti che dal 1878 erano conservati in due sale del Palazzo Pretorio (l’odierno Palazzo Comunale), che già costituivano il primo Museo Civico, essendo state aperte al pubblico fin da subito, con tanto di biglietto di ingresso, seppur con un ordinamento ancora approssimativo. Qui erano conservati per la maggior parte materiali emersi dagli scavi del teatro romano e delle terme. Fin da subito, d’altronde, il Museo ospitò anche reperti donati da istituzioni culturali (come la Colombaria) o da collezionisti privati, fiesolani e non. Il primo ordinamento del nuovo museo, voluto dal Milani e da Edoardo Galli, rispettivamente Soprintendente e Ispettore della Soprintendenza alle Antichità d’Etruria, tendeva a sottolineare la diversità di provenienze dei reperti, per rendere così il museo fiesolano un museo della città. Un nuovo, seppur parziale, rinnovamento fu dato al museo negli anni Cinquanta, poiché, in seguito a nuove scoperte come quella del tempio etrusco - romano, i materiali di origine fiesolana avevano visto negli anni un notevole incremento. Nel 1981 il Museo fu completamente riallestito e rimodernato sia nell’apparato espositivo che in quello esplicativo, venendo inoltre ampliato grazie alla creazione di ballatoi sopra le sale principali. Nel 1985 il comune acquisì le ceramiche donate dal Professor Alfiero Costantini, che furono esposte in alcune sale, appositamente restaurate, nei pressi del Museo Archeologico. Nel 1997 il Museo assunse l’aspetto attuale, quando i due edifici furono collegati con la creazione di un sottopasso che permise la realizzazione di un percorso unitario.
     
    Il Museo Bandini
     
    Fu inaugurato nel 1913 su progetto dell’architetto Giuseppe Castellucci. Al suo interno era raccolta, conservata e resa fruibile al pubblico la preziosa collezione di dipinti e terrecotte del canonico Angelo Maria Bandini, che nel 1803, al momento della morte, la lasciò in eredità al Vescovo e al Capitolo di Fiesole per “decoro, istruzione e beneficenza del popolo di Fiesole”. Nel 1797 il Bandini aveva allestito il suo Museo Sacro nell’antico oratorio di Sant’Ansano, dove la collezione rimase per più di un secolo, fino appunto al 1913, quando su sollecitazione di intellettuali e studiosi, che ne notarono lo stato di decadenza e trascuratezza, fu trasferita nel centro di Fiesole nell'edificio appositamente costruito, che prese il nome del collezionista e benefattore fiesolano. L’allestimento delle opere seguiva un criterio “per generi” – pittura e scultura –ripartito fra il piano terreno e il primo piano. Nel corso del Novecento varie vicissitudini modificarono l’assetto del Museo che, alla fine degli anni Ottanta, necessitava di lavori di restauro e di adeguamento funzionale. Con un ingente contributo dello Stato furono restaurati tutti i dipinti e, con il sostegno della Cassa di Risparmio di Firenze, furono eseguiti gli interventi più urgenti di impiantistica in modo da poter presentare con un nuovo allestimento l’intera collezione di dipinti al primo piano. Più di recente sono state allestite le due sale a piano terreno, dove hanno trovato posto la collezione di terracotte dei Della Robbia e altri importanti opere dalle chiese della Diocesi fiesolana.