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Lo scrigno dei tesori sacri di Fiesole

Sebbene Fiesole sia una piccola città, la sua diocesi, che copre un vasto territorio, vanta una lunga ed importante storia e la Cappella di san Jacopo ne è forse la testimonianza più visibile, con i suoi affreschi e le oreficerie liturgiche che vi sono raccolte. Essa, infatti, risalente all'XI secolo, è l'antico oratorio del Palazzo Vescovile e deve il suo nome al suo probabile fondatore, il vescovo-santo Jacopo il Bavaro (episcopo dal 1027 al 1039), famoso per il suo impegno nel risanamento della diocesi fiesolana, danneggiata nel suo patrimonio dai vescovi precedenti.

L'oratorio, al quale si accede da via san Francesco, è stato rimaneggiato più volte, ma già nel XIV secolo doveva avere la forma attuale; nel secolo successivo (intorno al 1440), Bicci di Lorenzo, pittore famoso nel territorio fiorentino (e che a Fiesole lavorò anche nel Duomo ed in San Francesco), affrescò l'Incoronazione della Vergine tra Angeli e Santi, seguendo il raffinato stile tra il trecentesco ed il tardogotico, tipico della sua bottega.

Come riferisce una lapide all'interno dell'oratorio, nel 1849 la Cappella "andata in rovina a causa del tempo e dell'incuria" fu completamente restaurata ed alcuni interventi del pittore Antonio Marini permisero di "riportare alla luce [...] le antichissime immagini alle pareti". Di quest’ultimo è anche l'affresco (1853) della lunetta appena sopra l'altare, in cui è raffigurato san Jacopo.  

Oggi la Cappella di San Jacopo, dopo un accurato restauro, ospita una ricca collezione di oreficerie liturgiche che testimonia l'antichità della Diocesi fiesolana; gli oggetti più antichi appartengono al XII secolo, quando, dopo la conquista della città da parte di Firenze (1125), l'episcopato fiesolano svolse un ruolo importante per il mantenimento dell'autonomia cittadina. Le numerose suppellettili che si possono osservare all'interno della Cappella coprono un arco di tempo che va, appunto, dal Medioevo fino al Novecento e si configurano come esempi importanti per la storia dell'arte suntuaria nel territorio fiorentino e dintorni.

Tra le oltre 50 opere esposte, da ricordare: la Mitria del Vescovo Salutati (1460 circa), detta "Mitria di san Romolo" (il primo vescovo e patrono della città) ed utilizzata ancora oggi durante la festa del Patrono; i numerosi calici, riccamente e diversamente decorati, che testimoniano il cambiamento, nei secoli, del gusto per le oreficerie sacre; la Croce astile di Girolamo di Martino Spigliati, celebre orafo del Cinquecento, finemente decorata con fondo smaltato e motivi a moresche, che la rendono un unicum nell'oreficeria toscana; i raffinati ostensori e calici (uno dei quali realizzato dal fiorentino Francesco Vandi) risalenti al  XVII secolo e le suppellettili di alta qualità del XVIII secolo, testimonianza della vitalità dell'arte suntuaria all'interno della Diocesi di Fiesole dal Medioevo fino al secolo scorso.

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La Cappella di San Jacopo è attualmente visitabile solo da gruppi previa prenotazione o individualmente durante le aperture straordinarie

Per prenotazioni: +39 055 596 1293

Allegati:
Scarica questo file (san_jacopo.pdf)Depliant Cappella di San Jacopo[ita]675 kB