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Il passato luminoso di Fiesole, già centro importante in epoca etrusca, emerge inaspettato da ogni suo vicolo, lasciando piacevolmente meravigliato il visitatore che vi si imbatte anche per caso. Evidenze archeologiche di straordinario interesse sono visibili a tutti e, soprattutto, nello stesso luogo in cui furono costruite più di duemila anni fa: le mura etrusche, che in parte circondano ancora la città, le tombe etrusche in Via del Bargellino e la preziosissima Fonte Sotterra sono soltanto alcune delle testimonianze più evidenti della ricchezza storico-archeologica del luogo.

Le mura etrusche

Fiesole, costruita su un'altura come la maggior parte delle città etrusche, intorno al IV secolo a.C. si dotò di una possente cinta muraria, che le assicurò una valida difesa fino al 1125, data in cui i Fiorentini, dopo ripetuti tentativi, conquistarono l'antica rivale ed ordinarono la parziale distruzione delle ciclopiche mura, che, per la loro mole, pensavano fossero opera di mitologici Giganti.

Le modifiche apportate nei secoli successivi al circuito murario originario non sono facilmente individuabili, ma sappiamo che nella prima età imperiale (I secolo a.C.) esso venne inglobato nella nuova sistemazione urbanistica di Fiesole, che prevedeva costruzioni ancora più massicce. La lunghezza della cinta muraria, in base ai numerosi resti ancora in piedi, è stata calcolata di circa 2,5 km: dal colle di San Francesco arriva a Borgunto, di fronte a Montececeri, dalle cui cave è stata estratta in parte la pietra arenaria per la loro costruzione.

Oggi i tratti più imponenti si trovano a nord, proprio al di sotto dell'area archeologica (via delle Mura etrusche), e sull'altura ad est (via Mari), ma lacerti murari sono presenti in orti e giardini privati: alcuni segmenti sono visibili in via Fra Giovanni Angelico e sulla via Vecchia Fiesolana, mentre altri rimangono interrati. Delle porte che permettevano l'accesso in città rimangono alcuni resti solo nella parte nord, dove è presente un segmento di muro che corre parallelo alla cinta, alla quale è collegato tramite un tratto perpendicolare.

Le tombe etrusche di via del Bargellino

Salendo per via Matteotti verso l'antico centro di Borgunto, nella parte orientale della città, ci si imbatte inaspettatamente in due tombe etrusche, affacciate su via del Bargellino e nascoste tra le moderne abitazioni. Le tombe risalgono al IV secolo a.C. e facevano parte della necropoli etrusca che, disposta  su terrazzamenti regolari, si estendeva fuori dalle mura: si tratta di due tombe a camera, di cui una più piccola e parzialmente interrata, costruite a secco con grandi blocchi di pietra e dalla forma quadrangolare. Al loro interno sono state rinvenute urne in pietra e cinerari in terracotta (questi ultimi risalenti ad una seconda fase di utilizzo nel periodo romano) contenenti semplici corredi in ceramica e bronzo, oggi esposti nel Museo archeologico.

La Fonte Sotterra

Fonte Sotterra - interno

Dirigendosi verso Montececeri, sul colle orientale, si entra nell'antico borgo di scalpellini di Borgunto: i suoi vicoli offrono scorci caratteristici e nascondono inconsuete tracce della sua storia. La Fonte Sotterra, con accesso presso Piazza san Bernardino, è una grotta scavata artificialmente in corrispondenza di una faglia naturale, che assicura così la costante presenza di acqua limpida all'interno. All'ingresso della fonte, delle scale conducono in basso verso un ambiente buio (dalla capacità di circa 700 metri cubi, largo circa 10,5 metri e lungo circa 32,5) in cui era possibile attingere l'acqua. La temperatura all'interno è costantemente di 13°C e questo permetteva alle famiglie della zona di tenere al fresco le proprie ceste di frutta e verdura sulle scale di accesso alla sorgente.

L'ambiente ha subito alcune modifiche nel corso dei secoli, soprattutto per migliorarne l'agibilità: nel 1855, in seguito ad un'epidemia di colera, l'ingresso venne chiuso da un cancello e fu installata una pompa che permetteva alle persone di attingere l'acqua senza dover scendere le scale al buio. Un'ulteriore modifica si ebbe nel 1944, quando la fonte fu trasformata in un rifugio antiaereo e vi fu realizzata un'uscita di sicurezza.

Nell'Ottocento la Fonte Sotterra era conosciuta come opera etrusca, ma è difficile risalire alla sua epoca di costruzione; sicuramente questo prezioso ambiente ebbe continuità di utilizzo fino a poco tempo fa, come dimostrano le numerose iscrizioni sulle pareti interne, che, datate, riportano spesso i nomi delle più importanti famiglie di scalpellini del luogo. Dopo la seconda guerra mondiale quest'importantissima opera fu chiusa e cadde in totale abbandono.

Oggi la Fonte Sotterra è visitabile in occasione di aperture straordinarie su iniziativa del Comune.